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ROBERT JAMES FISCHER |
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1943- |
Nato a Chicago nel
1943, Robert j. Fischer ("Bobby" per gli addetti ai lavori)dimostrò ancor giovanissimo il suo enorme talento.
Dopo aver
imparato le regole del gioco dalla sorella Joan, apprese i primi rudimenti
scacchistici da uno stravagante maestro semiparalizzato, Mr. Collins, che seppe
infondere nel suo allievo una passione sconfinante nel fanatismo.
Nel 1957
vinse, ancor quattordicenne, una nutrita serie di campionati, fra cui quello
assoluto degli USA disputato a New York.
L'anno seguente Bobby Fischer conquistò pure il titolo di Grande Maestro, lasciando strabiliati gli
esperti per la sua precocità.
Nel 1959 riuscì ad
ottenere un posto nel Torneo dei Candidati, giungendo quinto in
classifica.
Comunque negli anni successivi la qualità di gioco dell'americano
crebbe a vista d'occhio, e così arrivarono pure i primi posti in prestigiosi
tornei.
Sin dal 1960 costantemente su vertici di assoluto valore mondiale,
l'americano era l'unico occidentale in grado di opporsi con
successo alla straripante supremazia sovietica: immenso conoscitore teorico, era
dotato di una grinta agonistica insuperabile, alimentata da una voglia di
vittoria che toccava la megalomania. A ciò aggiungeva un talento naturale
stupefacente, e una precisione scientifica nelle manovre
Nel 1970 vinse il Torneo della Pace di Rovigno-Zagabria senza perdere neanche una partita,
ripetendo l'impresa nello stesso anno al Torneo di Buenos Aires. Infine, sempre nel
1970, si piazzò al primo posto nel Grande Torneo di Palma di Maiorca davanti a
23 giocatori rappresentanti la crema dello scacchismo mondiale.
Ormai Bobby
Fischer si sentiva pronto per un'impresa più grande, così nel 1971 si presentò
determinatissimo per ottenere un posto al Torneo dei Candidati.
Superata agevolmente
la fase iniziale, nei turni eliminatori si sbarazzò con punteggi stupefacenti
degli avversari che man mano si presentavano di fronte alla sua scacchiera: 6 a
0 contro il sovietico Tajmanov, 6 a 0 contro il danese Larsen, addirittura 6,5 a
2,5 contro l'ex campione mondiale Petrosjan, ritenuto uno degli scacchisti più
difficili da battere.
Nel 1972, acquisito quindi il diritto a sfidare il
campione mondiale in carica, cominciò tuttavia ad alzare la posta del
gioco pretendendo per l'incontro con Spassky una cifra superiore a quella messa
a disposizione dagli organizzatori islandesi per i due contendenti, e tutto ciò
a match praticamente iniziato! Solo un ulteriore
incentivo economico messo a disposizione da un mecenate americano convinse
finalmente Bobby Fischer a prendere il primo volo per Reykjavik ed a sedersi di
fronte a Boris Spassky.
I capricci dell'estroso giocatore statunitense ebbero
l'effetto di attirare l'attenzione di tutti i mass media verso quello che venne
definito "il match del secolo", dato che a sfidarsi per la corona mondiale non
erano unicamente due fortissimi giocatori ma anche e soprattutto i
rappresentanti delle due maggiori superpotenze, gli USA e l'URSS.
L'incontro iniziò
subito male per l'americano a causa di una banale svista nella prima partita,
che condusse Spassky sul punteggio di 1 a 0. Probabilmente
innervosito da questa falsa partenza, Bobby Fischer prese a criticare le condizioni di
gioco nella sala del match, imponendo che gli spettatori sedessero più lontano,
che le telecamere venissero spente, eccetera.
Tutte queste bizze, unite al
fatto che Bobby Fischer non si presentò entro il tempo regolamentare per la ripresa
dell'incontro, costrinsero l'arbitro della FIDE ad assegnare la seconda partita
per forfait a Spassky.Che dunque si
portava senza troppa fatica sul 2 a 0. Sembrava che ormai
il match fosse finito, poiché il giocatore statunitense non pareva proprio
intenzionato a rimettersi di fronte alla scacchiera, quando una telefonata del
Presidente americano, con un appello esplicito all'amor di patria, indusse Bobby
Fischer a riprendere il match.
Partita dopo partita divenne subito chiaro
agli osservatori che Spassky avrebbe perso presto il suo scettro.
Difatti l'americano effettuò una rimonta travolgente e vinse il match col punteggio di 12,5 a 8,5
(+6, =13, -4).
Purtroppo la vincita della corona mondiale non calmò l'animo
inquieto di Bobby Fischer, tutt'altro!
Invitato nel 1975 a
difendere il suo titolo, il giocatore americano tentò di imporre regole
chiaramente inique ed inaccettabili per il match, costringendo il presidente
della FIDE a squalificarlo e ad assegnare la corona mondiale al suo sfidante, il
sovietico Karpov.
Negli anni
successivi Bobby Fischer non partecipò ad alcuna competizione ufficiale, privando
quindi gli ammiratori del suo bel gioco.
Se si esclude il discutibile match
di rivincita giocato e vinto contro Spassky nel 1992 in una Jugoslavia devastata
dalla guerra civile, il giocatore statunitense finora non ha dato segni di voler
rientrare nell'arena scacchistica, anche se ancor oggi non smette di
autoproclamarsi "il vero Campione del Mondo".